Un pomeriggio di tregua-28

Flavia Marchetti
Quella bollente estate del 1978

Un pomeriggio di tregua-28

In un certo senso per Tlìc fu un pomeriggio di vacanza: si fece una bella nuotata in mare poi si piazzò al bar dove, essendo Rosy impegnata era sostituita da Silvia. E nelle ultime ore, Silvia, era in testa nella hit parade del fotografo.

“È bella Silvia. È la più bella del gruppo. La sua figura ha dei chiaroscuri improvvisi sia nell’immagine che nell’espressione”. Il suo era il pensiero condizionato dall’arte della fotografia e dell’immagine ma era pur sempre una sensazione che gli usciva dal cuore. Restò a lungo appoggiato al bancone chiacchierando di svariati argomenti, nessuno dei quali prendeva in considerazione le vampate di erotismo che avevano coinvolto quell’occasionale combriccola in quel lembo di Romagna.

“Non è male neppure come barista – pensò Tlìc al terzo gin tonic – vediamo come se la cava con il Bloody Mary?” Che lei preparò anche per sé. E ripartirono nuove chiacchiere che, stavolta, riguardavano loro e quella giornata: «Che ruolo pensi di avere nell’orgetta di questa notte?»

«Non ci ho ancora pensato ma potrebbe anche essere che io non ci sia»

«Hai litigato con Marghy?»

«Forse, ma non è quello. Avevo già deciso prima»

Sfoderò tutta la sua arte di seduzione, la ragazza. Compreso: «se vuoi ti faccio qualche carezza all’uccello. Tanto con tutto quello che hai finora bevuto è difficile che anche un cazzo che si rispetti rimanga in erezione»

«Invece… solo a starti vicino ho mantenuto quella che mi ha suscitato la Momò» Lei arrossì. Lui le stampò un bacio sulle labbra.

«Però potresti dirmi che programmi hai per stanotte»

«Sì, a te lo posso dire: quando ho salutato tua madre stamattina lei ha detto che forse stanotte avrebbe dormito qui, nei suoi occhi ho scorto un lampo magnetico che avevo già visto poco prima. Ha detto forse ma io comunque busserò alla sua porta»

«Credo proprio che resterà qui. Mi ha già detto che non andrà alla partita di carte del giovedì sera con le amiche e se alle sette gli porto un pranzo leggero in ufficio – si avvicinò al ragazzo e gli fece una tenera carezza – Tlìc, se le farai passare una notte da sogno sarà come che tu l’abbia fatta passare a me» preparò un altro bloody-mary e glielo porse.

«Se l’alcol, come dici tu, veramente, ammoscia dopo te lo faccio palpare»

Un pomeriggio di tregua-28ultima modifica: 2019-07-13T16:09:17+02:00da fleviabus
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